La persecuzione. Studio induttivo rapido su 1 Pietro

“Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente.”
Prima lettera di Pietro‬ ‭5‬:‭10‬

La chiave di lettura della prima lettera di Pietro é la fugacità delle cose terrene (sia le passioni 1:15, che i beni terreni 1:7, che le sofferenze 1:6 e 5:10) contrapposte alla consolazione delle cose spirituali, che invece sono eterne.

Ecco le frasi presenti nella lettera che ci danno la sensazione della fine delle cose:

vivere come forestieri; stranieri; pellegrini; breve tempo; oro che perisce; tempo del vostro soggiorno terreno; non con argento e con oro, ultimi tempi; non da seme corruttibile; l’erba secca il fiore cade; ornamento esteriore; la fine di tutte le cose é vicina.

Ecco invece la contrapposizione alle cose eterne:

gioia inneffabile e gloriosa; salvezza delle vostre anime; prezioso sangue di Cristo; rigenerati; la parola di Dio rimane in eterno; puro latte spirituale; Pietra vivente…scelta e preziosa; ora siete un popolo; avete ottenuto misericordia; morti al peccato vivessimo per la giustizia; purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico; chiamati ad ereditare la benedizione; (Gesù) reso vivente quanto allo spirito; salva anche voi mediante la resurrezione; vivere nello spirito secondo Dio; copertura dei peccati; corona della gloria che non appassisce.

La lettera é scritta a chi si trova nella sofferenza (4:12) della persecuzione, come esortazione a resistere alla prova facendo il bene (3:11) verso le autorità, verso il prossimo, verso i padroni, verso i fratelli, verso le mogli, verso i mariti. Siamo chiamati a resistere come Cristo ha resistito (4:1-3).

Perché la lettera fu scritta? L’occasione storica per cui Pietro scrisse, secondo diversi studiosi, fu l’incendio di Roma provocato da Nerone, e attributo ai cristiani. In quel periodo Nerone diede il via ad una persecuzione contro la chiesa, più barbara di quanto non lo fosse stata fino ad allora, fino alle estremità dell’impero romano. I cristiani venivano torturati in modi impensabili, e le dicerie di queste orrende torture arrivarono alle orecchie dei cristiani delle province romane dell’attuale Turchia (1:1). L’apostolo scrive questa lettera circolare per avvisarli, prepararli e consolarli (4:12).

I passi di difficile comprensione sono spiegati dal contesto, senza ricorrere a speculazioni forzate. Vedi 3:20-21 Il battesimo in Cristo (l’immersione in Lui) é l’arca della nostra salvezza, nel paragone con Noè, attraverso il diluvio del peccato che ci circonda.

Visto che la fine di tutto é vicina (4:7) non c’è tempo per tornare alla vecchia vita (1:14 / 4:2-3), fuggiamo quindi le tentazioni perseguendo il bene!

Soprattutto dobbiamo amare la fratellanza, l’amore ci aiuta a perdonare gli errori gli uni degli altri (l’amore copre una gran quantità di peccati), e ci aiuta a mettere a disposizione della chiesa i nostri doni per l’edificazione comune.
Qui sembra che il perdono sia la base della nostra vita comunitaria, non c’è parola e non c’è servizio senza il perdono di cui parla 3:8.

Soffrire da cristiani nel mondo non é una cosa di cui stupirsi, ciò serve anche da setaccio per separare quelli che hanno una fede falsa (4:17).

Infine la nostra vita di chiesa é affidata alla sorveglianza degli anziani che sono chiamati a svolgere questo servizio (servizio, non comando) volenterosamente, mostrandosi come degli esempi da seguire.

L’ultimo invito ad essere umili, gli uni verso gli altri e verso Dio, termina con una promessa “perché egli ha cura di voi”. ci umiliamo, con amore a chi ci da amore, non verso un Dio despota (5:6).

C’è una verità spirituale rivelata in 5:8 e cioè: le tentazioni a non vivere secondo questi parametri e le persecuzioni del mondo, seppur momentanee, sono orchestrate dal nemico.
Essere svegli e attenti, saper riconoscere e contrastare i suoi attacchi con i consigli fino ad ora esposti da Pietro, é l’unico modo per rimanere fermi nella fede (5:8-9).

La conclusione in 5:10 è proprio il versetto emblema di questa lettera. “Perfezionerà” dal greco significa “renderá completi” il termine spesso viene usato nel nuovo testamento per indicare la nostra vita glorificata e resa perfetta in vista del paradiso, un processo progressivo che in altre parole si potrebbe chiamare santificazione. Nella persecuzione, se reagiamo nel modo giusto, la nostra fede ha occasione di rinforzarsi progressivamente, e la nostra vita si santifica sempre di più mentre si separa, perché ama sempre di più Dio e sempre meno il mondo.

Come riassunto possiamo dire che Pietro nel suo discorso, ci indica la strada per vivere, in un percorso pieno di ostacoli lungo il cammino, e ci mostra come riportare la vittoria finale.
Le sofferenze sono una tappa obbligata, ma esse sono un’opportunità per Dio di perfezionare la nostra fede.IMG_7615.JPG

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